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Camogli alberghi a camogli
Il nome di Camogli si fa risalire a diversi origini: “Ca' a muggi” (case a mucchi, riferendosi alle case alte addossate del borgo) o “Ca' de mogee” (case delle mogli, dei pescatori in attesa del ritorno del marito). Piu' accreditate e meno fantasiose, sono quelle che fanno derivare il nome da “Camulio” o “Camulo”, nome attribuito a Marte dai Sabini ed Etruschi o da Camolio, divinita' solare gallo-celtica. Nel 1877
Camogli, per decreto del Re Vittorio Emanuele II, diventa' Citta' e acquisisce il diritto di utilizzare lo stemma araldico, che viene cosi' descritto: “... e' d’azzurro, alla nava antica, a tre vele latine, vogante sopra il mare di verde fluttuoso argento, verso una torre d’oro ...”
Camogli ha origini preistoriche. Lo testimoniano tre capanne del XIII e XII secolo A.C. In un testo medioevale
Camogli compare come “Villa Camuli” ed e' dal Medioevo in poi che compare piu' frequentemente nelle cronache genovesi. Nel XVI secolo, sotto la minaccia delle scorrerie del corsaro turco Dragut,
Camogli si unisce piu' strettamente a Genova. La citta' viene fortificata e il porto completato nel 1624.
Dopo la battaglia di Abukir (1798), nella quale la flotta ligure, utilizzata da Napoleone, e' andata distrutta, gli armatori camogliesi investono capitali nalla costruzione di velieri mercantili, arrivano a disporre di una flotta pari al doppio di quella dell’allora porto di Amburgo.
Da qui la necessita' di proteggere l’armamento camogliese e, nel 1852, Niccolo' Schiaffino fonda la Mutua Assicurazione Marittima Camogliese, prima del genere al mondo, che garantisce il risarcimento dei danni nel caso dell’affondamento di un veliero. La societa', il cui motto e' “tutti per uno, uno per tutti,” nel 1856 conta 580 imbarcazioni iscritte e restera' in vita fino al 1888.
La fine del XIX secolo segna l’avvento della navigazione a vapore e le attivita' tradizionali della marineria camogliese diventano, di conseguenza, a destinazione turistica.
Nel Civico Museo Navale sono raccolti cimeli, quadri, modellini, strumenti navali, ex-voto donati dalle famiglie della citta'.
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